Con la chiusura di Viale Mazzini moltissime persone sono state trasferite in altre sedi, soprattutto in via Teulada. Tra loro ci sono tante colleghe e colleghi con disabilità o in condizioni di fragilità. Il trasloco è stato organizzato contando stanze e postazioni, senza chiedersi cosa avrebbe comportato per la salute e la sicurezza di chi in quelle stanze lavora.
Nei mesi scorsi le nostre delegate e i nostri delegati lo hanno segnalato più volte, senza ricevere risposte concrete. Adesso i problemi sono evidenti.
Parcheggi
A Teulada i posti auto interni per chi ha la 104 o una disabilità non bastano. Oggi tutto si regge sulla disponibilità di qualche responsabile che cerca soluzioni caso per caso. Ringraziamo chi lo fa, ma la buona volontà dei singoli non sostituisce un piano. E per molte e molti arrivare in sede è già una fatica prima ancora di cercare un posto.
Presenze e sicurezza
Le strutture non si coordinano sulle presenze e alle organizzazioni sindacali non arriva alcuna informazione. A Teulada, e non solo, nessuno sa quante persone con disabilità o fragilità saranno presenti lo stesso giorno. I piani di evacuazione rischiano quindi di basarsi su numeri che non corrispondono alla realtà. Se domani dovesse scattare un’emergenza, chi si occuperà di far uscire tutte e tutti?
Il problema non è solo organizzativo, è anche di legge. Il D.Lgs. 81/2008 obbliga l’azienda a rielaborare la valutazione dei rischi quando cambia in modo significativo l’organizzazione del lavoro (art. 29). Concentrare in poche sedi il personale di Viale Mazzini è esattamente questo. Il DM 2 settembre 2021 sulla gestione delle emergenze chiede inoltre che i piani prevedano espressamente l’assistenza alle persone con esigenze speciali. Ci chiediamo se i documenti di valutazione dei rischi e i piani di emergenza siano stati aggiornati dopo i trasferimenti, e in base a quali numeri.
Su questo le Rappresentanti e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza devono essere consultati prima delle scelte, non informati dopo. L’art. 50 del D.Lgs. 81/2008 riconosce loro il diritto di essere consultati sulla valutazione dei rischi e sull’organizzazione delle emergenze e di avere accesso alla relativa documentazione. Chi conosce davvero i luoghi e le persone va coinvolto da subito.
Il Disability Manager deve essere messo nelle condizioni di svolgere davvero il proprio ruolo, in raccordo con le strutture aziendali, per rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono a tante persone di accedere al proprio posto di lavoro.
Le altre sedi
In via Alessandro Severo i problemi sono simili. A Borgo Sant’Angelo chi ha una disabilità motoria di fatto non può entrare. In via Asiago i parcheggi non sono mai esistiti, né per le persone con disabilità né per le altre.
A Saxa Rubra l’aumento di persone e auto dovuto alle grandi produzioni realizzate lì rende difficile per tutte e tutti trovare parcheggio.
Il Piano immobiliare, oltre a tutti i limiti che come SLC CGIL abbiamo più volte denunciato, sembra aver ragionato sugli spazi, ma essersi dimenticato di chi li deve usare.
Le nostre richieste
Come SLC CGIL Roma e Lazio pensiamo che le questioni da affrontare siano:
- Come muoversi dentro le sedi: ascensori, bagni, percorsi accessibili, piani di evacuazione aggiornati sulle presenze reali.
- Come arrivare in sede: parcheggi riservati garantiti, convenzioni, navette.
- Smart working: va usato per risolvere i problemi delle persone, non per toglierle dalla vista. Deve essere una scelta volontaria, per mansioni che si possono svolgere da remoto. Deve stare dentro un piano serio di accomodamenti ragionevoli, rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori con disabilità e a chi assiste figli o familiari con disabilità grave. Nessun genitore e nessun caregiver dovrebbe essere spinto verso un part-time che non vuole, o verso le dimissioni, quando il lavoro si può fare da casa.
La più grande azienda culturale del Paese parla di inclusione nelle sue campagne. Ci aspettiamo che la pratichi anche nelle proprie sedi, con le persone che ogni giorno fanno il Servizio Pubblico.
Chiediamo all’azienda di aprire subito un tavolo su mobilità, disabilità e sicurezza, con il Disability Manager, la direzione Risorse Umane e Organizzazione – Relazioni Sindacali e le organizzazioni sindacali. Vogliamo dati certi su presenze, parcheggi e piani di evacuazione, e un piano di interventi urgenti per i posti auto riservati.
L’accessibilità è un diritto delle persone e un obbligo di sicurezza per l’azienda.

