Roma, 31 ott 13:49 – (Agenzia Nova) – In merito al progetto di cessione di Telecontact center Spa, “la Slc Cgil Roma e Lazio esprime forte preoccupazione per questa decisione e per le conseguenti ricadute occupazionali delle circa 360 lavoratrici e lavoratori della sede di Roma i quali, tra l’altro, dovrebbero essere trasferiti verso una sede localizzata in un quadrante cittadino opposto dall’attuale”. Lo dichiara la Slc Cgil di Roma e del Lazio. In una nota, il sindacato spiega: “Lo scorso 24 ottobre è stata notificata alle organizzazioni sindacali la procedura ex art.47 per la cessione di Telecontact Center Spa, azienda del Gruppo Tim e interamente controllata da Tim. Il progetto societario ne prevede il conferimento, assieme a un ramo di azienda di Gruppo distribuzione, a una società di nuova costituzione interamente controllata da quest’ultima, denominata DnaSrl, che si occuperebbe di attività di call center in appalto per diverse committenze, tra cui la stessa Tim, e dove confluirebbero le lavoratrici e i lavoratori di Telecontact, uscendo di fatto dal Gruppo Tim”.
“La nuova società continuerebbe a utilizzare le competenze e le professionalità di Telecontact e Gruppo Distribuzione, affidando loro, da committente, il lavoro che già prima della cessione veniva svolto – sottolinea la Slc Cgil di Roma e del Lazio -. Questo nella migliore delle ipotesi: in realtà non si conoscono le condizioni e le garanzie per le persone che confluirebbero in Dna. Siamo alle solite: dopo la sciagurata separazione della Rete dai Servizi di Tim e la contestuale fusione per incorporazione della rete in Fiber Cop per motivi squisitamente economico-finanziari, ancora una volta Tim specula sul futuro di migliaia di Lavoratrici e di Lavoratori, liberandosene per fare cassa. Telecontact è un’azienda controllata da Tim che da 25 anni si occupa della gestione della clientela dell’ex monopolista di stato ed ha sedi a Caltanissetta, Catanzaro, Napoli, Roma, L’Aquila, Milano, Ivrea, Aosta e conta, ad oggi, complessivamente 1591 lavoratrici e lavoratori. La Slc Cgil Roma e Lazio esprime forte preoccupazione per questa decisione e per le conseguenti ricadute occupazionali delle circa 360 lavoratrici e lavoratori della sede di Roma i quali, tra l’altro, dovrebbero essere trasferiti verso una sede localizzata in un quadrante cittadino opposto dall’attuale. Ora più che mai si rende necessario il coinvolgimento del Governo e delle Istituzioni: che venga aperto un tavolo di confronto, urgente, al fine di trovare una soluzione per un’operazione “sbagliata” e senza un senso industriale, che indebolisce ulteriormente Tim, ora che l’ingresso di Poste doveva servire a rafforzare quello che rimane dell’ex monopolista”
“Immediatamente le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno aperto la procedura di raffreddamento che si è conclusa ieri 29 ottobre con esito negativo, a valle dell’incontro che si è svolto in sede aziendale – afferma il sindacato -. È stato chiesto con forza il ritiro della procedura di cessione di ramo d’azienda per scongiurare l’espulsione dal perimetro occupazionale dell’azienda leader nel settore delle Telecomunicazioni italiane e il conseguente transito delle lavoratrici e dei lavoratori in una società a responsabilità limitata, ma Tim ha ribadito la decisione di procedere. Nei prossimi giorni incontreremo in Assemblea le lavoratrici e lavoratori di Roma per determinare insieme quello che sarà il nostro percorso di lotta che non potrà non prevedere uno sciopero e una manifestazione con presidio”, conclude Slc Cgil di Roma e del Lazio”.
