Ottobre 19, 2026

La SLC CGIL sta preparando un’azione inibitoria collettiva sull’applicazione del Codice Appalti in Rai. Al centro, il mancato riconoscimento e il mancato pagamento di chi svolge davvero funzioni di controllo, verifica e collaudo dei contratti.

La SLC CGIL sta istruendo un’azione inibitoria collettiva sull’applicazione del Codice Appalti in Rai. Il punto di partenza è il mancato riconoscimento di tutte le professionalità coinvolte nella programmazione, nell’affidamento, nell’esecuzione, nel controllo e nel collaudo dei contratti.

Il d.lgs. 36/2023 individua un sistema articolato di funzioni tecniche e responsabilità, che non può essere ridotto a poche figure formalmente individuate o a meri adempimenti amministrativi. Per questo riteniamo necessario un nuovo accordo sindacale che riconosca correttamente tutte le professionalità coinvolte, con criteri chiari, trasparenti e coerenti con il Codice Appalti.

Alla richiesta avanzata dalla SLC CGIL, la Rai aveva risposto dichiarandosi disponibile a «concludere una convenzione di negoziazione assistita da avvocati», salvo poi interrompere il confronto sul nascere.

Un problema immediato: chi lavora non viene pagato

Il problema è anche immediato. Oltre a non adempiere al nuovo Codice Appalti, la Rai sta dando un’interpretazione restrittiva dell’accordo di rinnovo contrattuale del 28 febbraio 2018, fino a non retribuire lavoratrici e lavoratori che svolgono di fatto funzioni riconducibili al ruolo di DEC/REC/RGC.

Parliamo di lavoratrici e lavoratori che seguono l’esecuzione dei contratti, controllano l’operato delle ditte, verificano la corretta esecuzione delle prestazioni, intervengono nelle fasi operative e firmano verbali di collaudo o documenti che attestano la regolare esecuzione delle attività. In alcuni casi hanno gestito anche cantieri complessi, comprese attività con presenza di amianto e la programmazione di bonifiche con fornitori e strutture aziendali competenti.

Eppure, secondo l’interpretazione della Rai, il riconoscimento economico sembrerebbe andare prioritariamente a chi effettua la mera “entrata merci” su SAP, attività spesso svolta dal RP/Esecuzione. Questo avviene anche quando il controllo tecnico e operativo sull’appalto viene concretamente esercitato anche dal DEC, che controfirma documenti, bolle di consegna e verbali.

Non una rivendicazione contro altri lavoratori

La SLC CGIL non mette in discussione il diritto degli RP/E a essere retribuiti. Gli RP/E, che nell’accordo del 2018 corrispondono sostanzialmente alla figura dei RUP, devono continuare a essere riconosciuti e pagati per le responsabilità loro attribuite. Allo stesso modo devono essere riconosciute e retribuite anche le altre figure RP e tutte le professionalità che assumono responsabilità effettive nel ciclo dell’appalto.

La nostra rivendicazione non è contro altri lavoratori. È contro un’interpretazione aziendale restrittiva che riconosce solo una parte delle responsabilità e rende invisibili funzioni realmente svolte.

Questa impostazione è sbagliata rispetto al Codice Appalti, perché non riconosce l’articolazione delle professionalità coinvolte. Ed è sbagliata anche rispetto al CCL/CCNL del 2018, perché la premialità per gli incarichi di responsabilità non può essere ridotta a una mera operazione amministrativa su SAP, né negata a chi esercita concretamente funzioni di controllo, verifica e collaudo sull’esecuzione dei contratti.

Le nostre richieste alla Rai

Per questo chiediamo alla Rai di:

  • chiarire formalmente i criteri utilizzati per l’attribuzione della premialità prevista dall’accordo del 2018;
  • distinguere tra adempimento amministrativo su SAP e responsabilità effettiva di controllo dell’esecuzione;
  • riconoscere e pagare i DEC/REC/RGC che svolgono concretamente attività di verifica, controllo e collaudo;
  • riconoscere correttamente gli RP/E, le altre figure RP e tutte le professionalità coinvolte nel ciclo dell’appalto;
  • aprire un confronto per un nuovo accordo sindacale sul Codice Appalti.

Non è accettabile chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori di assumersi responsabilità verso l’Azienda, verso i fornitori e verso la corretta esecuzione degli appalti, per poi negare loro il riconoscimento economico quando quelle responsabilità devono essere pagate.

Le responsabilità vanno riconosciute. Gli incarichi vanno tracciati e tutelati. Il lavoro dei DEC/REC/RGC va pagato. Serve un nuovo accordo sindacale sul Codice Appalti.

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