Aprile 13, 2024

Nella giornata del 19 ottobre si è svolto l’incontro, più volte richiesto e sollecitato dalle scriventi Organizzazioni Sindacali, tra le Segreterie Nazionali e Territoriali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, unitamente alle RSU, e l’azienda WindTre per provare finalmente ad avere risposte ai tanti interrogativi ancora aperti legati allo scorporo della Rete e al futuro di WindTre.

Alla presenza e per voce dei due Amministratori Delegati è stato comunicato che, ad oggi, sono ancora in corso gli iter regolatori necessari per porre in essere l’operazione. Mentre, infatti, sono state ottenute le pre-autorizzazioni da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell’Authority per le Telecomunicazioni (AGCOM) non sono state ancora neanche inoltrate le richieste alla Presidenza del Consiglio per il Golden Power e all’Unione Europea. Anche per ciò che concerne lo stato di avanzamento del consenso di tutti gli stakeholders sono stati sottoscritti gli accordi con Telecom Italia, Cellnex, Inwit e Open Fiber mentre mancano ancora quelli con Iliad, Fastweb e Terna.

A causa delle difficoltà che si stanno registrando la chiusura del progetto subirà un ritardo e, ad oggi, è stimata alla fine del primo/inizio del secondo trimestre 2024 quindi, orientativamente, non prima di marzo/aprile del prossimo anno.
Lato OpCo è stata confermata la volontà di rafforzare la strategia multiservizi che si sta già mettendo in campo con una vera e propria trasformazione di WindTre che diventerà un’azienda totalmente retail.

Al termine dell’esposizione aziendale, che finalmente ha evidenziato le difficoltà e i ritardi dell’operazione di scorporo che da tempo stiamo denunciando, abbiamo unitariamente confermato la nostra contrarietà alla divisione della Rete dai Servizi in quanto fermamente convinti della natura esclusivamente finanziaria dell’operazione che, nei prossimi anni, potrà anche portare un po’ di ossigeno alle finanze aziendali ma che, essendo del tutto priva di una mission industriale, temiamo genererà gravi ricadute occupazionali. Non a caso il modello della vendita della rete non è stato messo in atto in nessuno dei paesi tecnologicamente avanzati e sarebbe un’anomalia del tutto italiana.

I nostri timori sulla tenuta dei perimetri occupazionali non riguardano solo la NetCo ma anzi e soprattutto la OpCo in quanto, diventando una mera società di retail senza più infrastruttura, si troverà ad agire in un mercato basato sulla sola competizione.
Proprio allo scopo di cercare di tutelare tutta la popolazione impattata da questa operazione che, ricordiamo ancora una volta, sarà costituita, in maniera diretta o indiretta, da tutto il perimetro di WindTre abbiamo chiesto ed ottenuto di iniziare un confronto sindacale non per condividere un’operazione che continuiamo a ritenere sbagliata, ma per provare a vedere se ci sono le condizioni collettive per arrivare ad un accordo migliorativo che dia garanzie occupazionali vere e durature per tutti.

Il difficile arriva adesso ma, a dispetto di chi andava dicendo che era il Sindacato a non voler trattare, abbiamo riaperto la trattativa e continueremo a muoverci in modo che nessun lavoratore sia lasciato indietro e da solo.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC CGIL

FISTEL CISL

UILCOM UIL